Sicurezza Pro
Due grandi attori, Carmine Faraco e Angelo Argentina, si prestano a spiegare le caratteristiche dei sistemi di allarme casa senza fili Sicurezza Pro e a dare qualche consiglio utile per la protezione degli immobili… con un finale a sorpresa!
Scritto da Peter Ranalli e Roberto Ortolano
Regia da Peter Ranalli
Montaggio e Video Designer: Celso Felotti Manin
Suono: Francesco Giovannangelo
Dop: Andrea Aceto
Scenografia: Antonella Spelozzo
Segretaria di edizione: Agrafena Pivovarova
Truccatrice: Lara Massimi
19 DICEMBRE 2012
SICUREZZAPRO
La valle dei Templi
Documentario che narra la storia di una valle nella provincia abruzzese, la valle del Vomano, un tempo fucina di industrie in particolare del settore dell’abbigliamento. Con la chiusura dell’ultimo stabilimento all’inizio degli anni ’90, per la valle è cominciata una nuova fase economica che si è protratta fino ad oggi.
A distanza di anni cerchiamo di ripercorrere quella storia, di farne un bilancio attraverso i volti di chi quella esperienza l’ha vissuta sulla propria pelle e di intuire le prospettive per quel territorio, al tempo della crisi economica globale.
La regia del film è di Peter Ranalli mentre la colonna sonora originale è di Francesco Giovannangelo. Le immagini sono state realizzate da Mario Diodoro, assistente alla regia Giusy Buccheri.
Qui potete vedere il promo.
Produzione: Omnia Media enterteinement
Sceneggiatura e Regia: Peter Ranalli
6 FEBBRAIO 2013
OMNIA MEDIA ENTERTAINMENT
Bike4Truce web-doc
Documentario a puntate nato per il web su commissione della Fondazione OLOS di Valerio Di Vincenzo. A fine 2013 gli episodi sono andati in onda in prima serata su Bike Channel, canale del pacchetto Sky dedicato agli appassionati delle due ruote.
Qui potete vedere il promo trasmesso prima della messa in onda.
Produzione: Fondazione Olos
Regia: Peter Ranalli
Musiche originali: Mood
Sound designer: Francesco Giovannangelo
Scenografia: Antonella Spelozzo
Social communication: Federica Iannacci
1 SETTEMBRE 2013
FONDAZIONE OLOS
WEB SERIES – CASASICURA
La Web Series intitolata Harpaxofobia, si svolge in 4 episodi che raccontano in maniera giocosa e divertente i prodotti offerti da CasaSicura.it, una società di Francavilla al Mare in Provincia di Chieti che realizza prodotti per la sicurezza di case, uffici e negozi on line.
I video sono stati scritti e diretti da Peter Ranalli e Giulia Innamorati vedono come testimonial uno stralunato Mr. Forest affiancato da Claudia Ruggeri, nella parte di una avvenente psicologa.
Qui vi mostriamo il primo episodio, per gli altri date un’occhiata alla playlist di YouTube: Antifurto casa casasicura.it tutti gli episodi
Realizzato da
Music Force – Produzione
Alessandro Carletti Orsini – Produzione Esecutiva
Emanuele La Plebe – Location manager
Peter Ranalli, Alessandro Carletti Orsini, Roberto Ortolano – Soggetto
Peter Ranalli, Roberto Ortolano, Giulia Innamorati – Sceneggiatura
Peter Ranalli – Regia
Iolanda Bonaventura – Assistente alla regia
Carmine Bucci – DOP
Antonella Spelozzo – Scenografia
Francesco Di Giovannangelo – Sound design
Stefania Lombardi – Truccatrice
Iolanda Tina – Parrucchiera
6 NOVEMBRE 2015
DTELECOM SRL
AIMEF
La mediazione familiare è un percorso che una coppia con figli in via di separazione sceglie per riprogrammare il futuro assetto della vita genitoriale.
La parola chiave che ci ha colpito, durante la preparazione di questo lavoro, è PERCORSO.
In quest’ottica, abbiamo scelto di far raccontare da Diletta, una figlia immaginaria diventata grande, la separazione dei genitori, come un “percorso” fisico fatto di ostacoli in cui procederà attraverso tappe ideali a segnare il suo cammino di figlia al centro della contesa.
Nella ricerca affannosa di una serenità da ritrovare, incontrerà, oltre a dei cartelli che spiegano cos’è e cosa comporta la mediazione familiare, anche le voci di due genitori, un padre e una madre reali, che hanno scelto la mediazione familiare come strada e ne hanno tratto dei benefici a livello personale e genitoriale.
Il video, girato nella magnifica cornice della Valle del Tirino (Pe), tra realtà e immaginazione, si conclude con lei che taglia un ipotetico traguardo di successo di un percorso di mediazione dei suoi genitori e riprende la sua strada serena e con nuove consapevolezze, poiché anche se non più insieme saprà sempre di poter avere accanto la sua mamma e il suo papà.
Scritto da Peter Ranalli e Giulia Innamorati
Regia: Peter Ranalli
Riprese video e Dop : Mario Diodoro
Montaggio: Celso Felotti Manin
Con: Diletta Graziosi.
Voce over: Alessandra Relmi
Si ringrazia per la disponibilità la cooperativa “Il Bosso” di Bussi sul Tirino (Pe)
4 OTTOBRE 2016
Il film di famiglia
Diciamo la verità: la digitalizzazione ha creato dei mostri…
Io credo che “Bisogna formare un Socialismo delle Immagini!” Cit.
Questa citazione l’ho sentita, anni fa, durante uno spettacolo di quel geniaccio di Antonio Rezza, lo spettacolo credo fosse Pitecus. Faceva questo soliloquio alla fine dello spettacolo come suo solito, mi fece ridere tantissimo. (a proposito se non lo conoscete vi prego di recuperare almeno questo pezzo che ha fatto nell’ultimo show di Funari per la Rai si chiama “Gidio“ed è un pezzo di rara bellezza. Insomma aveva ragione, bisognerebbe creare un socialismo delle immagini, oggi se ne creano troppe.
Partiamo da un dato di fatto incontestabile, con dall’avvento dei telefoni moderni creare immagini è alla portata di tutti. Non parlo solo di fotografie ma anche di video. Pensate a persone come me, relativamente giovani (sono nato nel ’76) eppure non ho video di me quando ero ragazzino. Mentre i bambini nati dopo il 2010 hanno già una enorme quantità di video in hd registrati sui telefoni dei loro genitori. Certo non stiamo parlando di video estremamente curati, magari, le inquadrature sono mosse incerte, ma ricordando anche la lezione di Roland Barthes (Link) sono immagini di valore, un valore che non ha prezzo in quanto umano, personale.
Da qui, mi è venuto in mente di proporre questo servizio. La creazione del film di famiglia che ho provato a raccontare con questo spot. Forse è anche la fase che stiamo vivendo, stando rinchiusi in casa ci siamo fermati a riflettere su quello che siamo e quello che siamo stati. Anche io l’ho fatto e approfittando del compleanno del mio secondo genito ho avuto modo di fare un po’ il punto, ritrovare dei ricordi, delle emozioni e fissarli in un video. Un file che resterà e farà parte della vita mia quando sarò più anziano e dei miei figli, quando non ci sarò più.
Il modo poi per realizzarlo può variare molto. Negli anni durante il corso della mia professione, mi sono sempre distinto per la ricerca di storie, di emozioni, di particolari importanti nella vita delle persone comuni.
Credo che ognuno di noi abbia una bella storia da raccontare, mi propongo quindi per trovare, insieme, la storia giusta per te!
Ambarabà smart series
Il cinema di Fincher
13 GIUGNO 2014
IL CINEMA DI FINCHER…
Millenium, uomini che odiano le donne
di David Ficher
158 min. 2011
Per tutti coloro che non sanno nulla del pluripremiato libro di Stieg Larson o per quelli che non hanno nemmeno visto il primo film europeo, beh direi che l’hollywoodiano istant remake è una chiamata alle armi!
Vi do un brevissimo abbecedario di ragioni per cui recuperare subito questo film:
- il video clip iniziale con la celeberrima Immigrant song dei vecchi dirigibili, reinterpretata da Trent Reznor e Atticus Ross.
- Per capire la differenza che c’è tra un film qualsiasi ed una pellicola pensata per la sala cinematografica.
- Per capire come sia possibile che un film così algido riesca a rimanere nella testa e nel cuore dello spettatore così a lungo.
Un vecchio grandissimo regista, Billy Wilder diceva che per sostenere l’attenzione dello spettatore per un tempo maggiore ai novanta minuti, devi essere un genio! In questo caso mi sono sentito come Alex (Clockwork Orange), attaccato alla poltrona con gli occhi sbarrati per più di 155 minuti. Qualcosa dovrà pur significare!
Il Millenium messo in scena da David Fincher, il seminale autore di Fight club, Seven, ma anche dell’antinarrativo Zodiac, è un giallo colorato con i toni del ciberpunk o forse semplicemente con il punk! Scrivere la sceneggiatura di un giallo, quando tutti o quasi sono a conoscenza di chi sia l’assassino è un compito piuttosto arduo, se non infame. Ma Steven Zaillian e regista spostano subito l’attenzione su elementi e personaggi poco battuti. Il giornalista di Millenium, Mikael Blomkquist, ormai economicamente rovinato per una causa persa e Lisbeth Salander. Quest’ultima è un frutto dolce amaro delle nuove generazioni, quelle che hanno più dimestichezza con bit e monitor piuttosto che con persone e realtà. Eppure è una che, come il magnifico e tenebroso generale Kurtz dI Apocalypse now, conosce la Verità, o perlomeno sa esattamente come procurarsela. É la classica punk con una vita difficile alle spalle, pirsing, tatuaggi e continua ricerca del dolore, come se fosse un modo per espiare colpe che in realtà, non ha. Ma inaspettatamente Lisbeth è una che ha metodo, determinazione ed un’inarrestabile energia interiore che la porta a superare le più aberranti momenti personali. Senza piagnistei, sfrutta questi drammatici risvolti a suo vantaggio, pagando un prezzo maggiore del preventivato. Ma reagisce anche a questa ingiustizia e con gli interessi. Tra i due si sviluppa una bella storia d’amore, a tratti persino tenera, nonostante l’ambientazione ostile, per temperature atmosferiche e per il contesto torbido della nobile famiglia Vagner. La loro storia d’amore però non nasce al di fuori dell’indagine, sembra come se questo sentimento viva e si nutra dell’indagine in una sorta di continuum autoriale con Zodiac, un film in cui il protagonista assoluto era l’indagine stessa. Ma la nostra Lisbeth è troppo coinvolta dai suoi sentimenti, non si accorge della realtà vanificando l’incredibile passaggio emotivo che chiuderà la sue esperienza e quindi il film stesso.
Insomma è un remake complesso ed elegante come fosse un oggetto di design.
La mobilità sostenibile a Copenaghen
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